I MACCHIAIOLI – Storia dei ragazzi che fecero la rivoluzione
Di e con Massimiliano Loizzi
Il nuovo spettacolo di Massimiliano Loizzi – in cui teatro civile, satira, narrazione e teatro di parola convivono in un equilibrio tra leggerezza e profondità, ironia e commozione –
racconta la vicenda artistica, politica e umana dei Macchiaioli, il movimento pittorico che, a partire dalla metà dell’Ottocento, rivoluzionò il linguaggio figurativo e propugnò gli ideali rivoluzionari del Risorgimento. La storia, tragica e incredibilmente moderna, di Giovanni Fattori e del gruppo di giovani artisti che si raccolsero attorno al Caffè Michelangiolo di Firenze. Pittori e intellettuali che non si limitarono a immaginare una rivoluzione estetica, ma cercarono disperatamente di costruire di un mondo nuovo, ispirati dalle idee di Giuseppe Mazzini.
Lo spettacolo racconterà la storia di uno straordinario insuccesso, una meravigliosa sconfitta che ha contribuito a cambiare il Paese: non esiste un vero lieto fine, perché nessuna rivoluzione è mai veramente perduta, le conseguenze continuano a vivere nelle generazioni. In una profonda riflessione sul tempo che torna e si ripete, lo spettacolo porrà una domanda semplice e potentissima: cosa resta delle rivoluzioni quando finiscono? Resta un Paese? Delle idee? O soltanto una macchia?
“Un momento nella storia d’Italia in cui un gruppo di giovani artisti ha creduto davvero di poter cambiare il mondo: non è una celebrazione del passato, ma un’occasione per interrogare il presente e comprendere cosa accade quando una generazione decide di non accettare il mondo così com’è e prova a reinventarlo, tenta una rivoluzione. Attraverso il racconto delle loro speranze, delle loro sconfitte, delle loro contraddizioni, voglio interrogare il nostro tempo, perché le domande che attraversavano quei giovani sono ancora le stesse: è possibile immaginare un futuro diverso senza prima immaginare un altro mondo possibile?”
Un elemento centrale della narrazione sarà il paradosso della loro vicenda artistica: osteggiati e poco compresi dai contemporanei, i Macchiaioli videro riconosciuto il proprio valore soltanto molti decenni dopo, anche grazie al contributo del cinema di Luchino Visconti. Da allora le loro opere sono entrate nell’immaginario collettivo fino a diventare presenza familiare nelle case di intere generazioni. E a qui nasce l’incipit dello spettacolo: il ricordo di un grande quadro dei Macchiaioli appeso nel soggiorno della casa della nonna dell’autore che aveva popolato i ricordi della sua infanzia e poi sparito. Un’immagine domestica che diventa il punto di partenza per una riflessione sulla memoria privata e collettiva e sul modo in cui il passato continua a vivere nel presente.
Da quel ricordo l’autore partirà alla ricerca del passato della sua famiglia legato a quel quadro.
Proiezioni e materiali video saranno parte integrante della drammaturgia: una vera scenografia narrativa dove le immagini dialogheranno con il corpo e la voce dell’attore e i quadri diventeranno luoghi da attraversare. E anche la musica sarà parte integrante della scrittura scenica: dalle musiche coeve fino a sonorità contemporanee capaci di restituire l’energia e le inquietudini di quei giovani rivoluzionari.
Crediti
uno spettacolo di e con Massimiliano Loizzi
drammaturgia video Massimiliano Loizzi
disegno luci Pietro Bailo
produzione Teatro della Cooperativa
in collaborazione con Mercanti di Storie