Nome di battaglia Lia, Mai morti e Gorla fermata Gorla aprono il biennio dedicato ai 25 anni del Teatro della Cooperativa, tra memoria e antifascismo.

1,Ott,2026

La stagione 2026/2027 del Teatro della Cooperativa, dal titolo Biennio Rosso, si apre il 10 ottobre con tre spettacoli storici del suo repertorio: Nome di battaglia Lia, in scena il 10 e l’11 ottobre, Mai morti, dal 13 al 18 ottobre, e Gorla fermata Gorla, il 24 e il 25 ottobre. Tre «cavalli di battaglia», scritti e diretti da Renato Sarti, che inaugurano la nuova stagione e il progetto biennale dedicato ai venticinque anni di attività del teatro che ricorrono nel 2027. Questa stagione teatrale è infatti concepita come prima parte di un percorsoche proseguirà con la stagione 2027/2028. Il titolo Biennio Rosso richiama la resistenza degli abitanti delle case delle cooperative di Niguarda agli attacchi fascisti del 1922–1923: un’identità collettiva che lega il venticinquesimo del teatro alla comunità in cui è nato e ai valori che ne ispirano da sempre l’impegno.

In occasione di questo importante venticinquesimo anniversario vengono dunque proposti tre dei titoli più significativi che hanno accompagnato il cammino del Teatro della Cooperativa, rimarcando le radici di un progetto culturale che ha fatto del legame con il quartiere di Niguarda, dell’antifascismo e della trasmissione della memoria alcuni dei pilastri fondamentali del proprio lavoro artistico. Accostare in apertura di stagioneNome di battaglia Lia, Mai morti e Gorla fermata Gorla significa anche ripercorrere una parte rappresentativa della propria storia e riaffermare le ragioni di un impegno civile rivolto al presente, oggi più forte che mai.

I tre spettacoli restituiscono aspetti diversi e complementari di questo percorso. Nome di battaglia Lia, primissima produzione del teatro, ne testimonia fin dagli esordi il legame con Niguarda e con la sua storia resistente, a cui è dedicato anche il titolo della stagione. Lo spettacolo, in scena sabato 10 e domenica 11 ottobre, rende omaggio a Gina Galeotti Bianchi, la partigiana Lia, uccisa dai nazisti insieme al bambino che portava in grembo. Attraverso la sua storia, il testo ricorda il coraggio e il contributo delle donne alla lotta di Liberazione, in nome della libertà, della democrazia e della pace. È stato proprio questo spettacolo, che vede in scena lo stesso Renato Sarti con Marta M. Marangoni e Rossana Mola, a inaugurare nel 2002 l’attività teatrale nella sala di Abitare Società Cooperativa. Nell’aprile del 2010 Nome di battaglia Lia è stato ospitato alla Camera dei deputati, presso la Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio. Per questo spettacolo la Presidenza della Repubblica ha conferito una medaglia commemorativa al Teatro della Cooperativa.

Da martedì 13 a domenica 18 ottobre (escluso venerdì 16 ottobre) torna in scena Mai morti, anch’esso scritto e diretto da Renato Sarti. Nato nel 2000, lo spettacolo ha debuttato nel 2001 prodotto dal Teatro dell’Elfo, diventando poi uno dei titoli più rappresentativi del repertorio del Teatro della Cooperativa. Nel clima attuale di rigurgiti di carattere xenofobo, razzista e fascista, un nostalgico del bel Ventennio rievoca episodi a lui “sacri e lontani”: l’uso dei gas in Africa da parte dell’esercito italiano, le torture della Decima MAS e della Ettore Muti, la strage di piazza Fontana. Un testo politico che ha fatto la storia del teatro civile in Italia. A raccogliere il testimone di Bebo Storti, storico interprete del monologo, è oggi Gabriele Falsetta, che affronta con straordinaria efficacia la sfida di incarnare sulla scena un fascista mai pentito, restituendone la delirante nostalgia e l’inquietante ferocia.

Con Gorla fermata Gorla (sabato 24 e domenica 25 ottobre), riproposto anche in occasione dell’anniversario della strage del 20 ottobre 1944, la memoria si concentra su una delle ferite più dolorose di Milano: il bombardamento della Scuola Elementare Francesco Crispi in cui morirono 184 bambini. “Cucendole con un gran lavoro di pazienza e pietà”, Sarti intreccia le fonti documentarie alle voci dirette dei sopravvissuti, in uno spettacolo emozionante e poetico.

La riproposizione di questi tre titoli offre a chi non li ha mai visti l’occasione di scoprirli e, a chi li ha incontrati molti anni fa, la possibilità di ritrovarli e apprezzarne nuovamente la forza alla luce del panorama politico di oggi, caratterizzato dall’oblio e dal revisionismo. Tre spettacoli che cercano di far conoscere, soprattutto ai giovani, a chi non sa, a chi non vuol sapere, a chi sa poco o male, eventi fondamentali che fanno parte della storia di Milano, città medaglia d’oro per la Resistenza.La memoria e l’antifascismo tornano così al centro dell’incontro con gli spettatori e le spettatrici, dando inizio a un anniversario che continua a interrogare con urgenza il presente attraverso la forza del teatro.